Direttore responsabile Alfonso Lo Sardo

Il Franciacorta contro i gas serra

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14.02.12
Il Consorzio si impegna a favore dell'ambiente e punta, nel prossimo quinquennio, a una riduzione delle emissioni pari a 1200 tonnellate di Co2 equivalenti. In pratica l'utilità espressa, in termini di abbattimento dell'effetto serra, di un bosco di 100 ettari.

Buono e anche sostenibile. Il Consorzio Franciacorta si impegna a favore dell'ambiente e punta, nel prossimo quinquennio, a una riduzione delle emissioni pari a 1200 tonnellate di Co2 equivalenti. In pratica l'utilità espressa, in termini di abbattimento dell'effetto serra, di un bosco di 100 ettari. Come? Attraverso un metodo di calcolo dell'impronta carbonica che punta a individuare sprechi e possibili soluzioni, con l'obiettivo di ridurre impatto e consumo energetico. Si tratta del programma volontario di autocontrollo "Ita.Ca", metodo che calcola l'impronta carbonica, specifico per la filiera vitivinicola. Si tratta del primo esperimento in Italia del genere, nato da un accordo tra i maggiori Paesi viticoli in accordo con l'Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino, risultato della revisione del metodo Iwcc (International Wine Carbon Calculator), che in accordo con la Winemakers' Federation of Australia è stato adattato alla realtà produttiva italiana. Il sistema analizza tutte le emissioni di gas ad effetto serra dovute alle varie fasi della produzione suddividendole secondo le responsabilità dell'attività: in campo (gestione e la cura di vigneti), in cantina (trasformazione del prodotto dalla pigiatura all'imbottigliamento alla spedizione) e nella rappresentanza (attività di promozione, accordi commerciali e relazioni). Vengono distinti i tre ambiti relativi alle emissioni: da fonti fossili consumate in azienda o da attività direttamente imputabili ad essa; quelle generate indirettamente dall'energia elettrica acquistata; quelle attribuibili ai processi di produzione dei materiali acquistati e di smaltimento dei rifiuti. Le emissioni dei diversi gas effetto serra vengono trasformate in unità equivalenti di Co2 e si ottiene così l'impronta carbonica del processo produttivo. Il sistema punta a superare la misurazione delle emissioni, per giungere a una valutazione oggettiva della complessità aziendale e quindi a indicazioni operative che migliorino gli aspetti agronomici, enologici, qualitativi ed ambientali della filiera. Per alcune aziende del Consorzio Franciacorta la fase d'indagine si è già conclusa, e sono in condizione di programmare e mettere in atto azioni di contenimento del proprio impatto agendo sui metodi di fertilizzazione e di difesa fitosanitaria, adozione di fonti energetiche alternative, autocontrollo dei fornitori e quindi un virtuoso miglioramento ''a cascata'' della catena produttiva, riduzione degli sprechi. Più a lungo termine, sarà possibile puntare ad altre forme di contenimento come l'adattamento strutturale degli ambienti di lavoro, nuove forme di packaging, la razionalizzazione dei trasporti e degli spostamenti. L'insieme di queste valutazioni permetterà ad ogni azienda di adottare le migliori strategie possibili per una crescita di tutto il territorio Franciacortino verso un ruolo di tutela ambientale, paesaggistico e della cultura del mondo vitivinicolo.

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