Direttore responsabile Luigi Barone

Arsial protagonista dell’VIII Simposio internazionale sul carciofo

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10.04.12
L’Agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione dell'agricoltura nel Lazio sarà la protagonista della seconda giornata del Simposio internazionale sul carciofo organizzato a Viterbo dall’università degli Studi della Tuscia e dall’Enea con il patrocinio della Società internazionale di scienze per l’orticoltura. Il convegno, che si è aperto il 10 aprile con una sezione scientifica presso l’università della Tuscia, proseguirà infatti l'11 aprile proprio nelle due aziende dell’Arsial dove sono state allestite specifiche prove dimostrative.

Con una tecnica innovativa per la produzione di piantine di carciofo messa a punto per dimezzare i costi a carico dei coltivatori e due campi catalogo realizzati nelle aziende sperimentali dimostrative di Cerveteri e Tarquinia per studiare e migliorare le varietà di piante, l’Agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione dell'agricoltura nel Lazio, Arsial, sarà la protagonista della seconda giornata del Simposio internazionale sul carciofo organizzato a Viterbo dall’università degli Studi della Tuscia e dall’Enea con il patrocinio dell’Ishs (Società internazionale di scienze per l’orticoltura). Il convegno, che si è aperto il 10 aprile con una sezione scientifica presso l’università della Tuscia, proseguirà infatti l'11 aprile proprio nelle due aziende dell’Arsial dove sono state allestite specifiche prove dimostrative.
“Una vetrina molto importante per studiosi ed operatori in arrivo dall’Europa, dal Nord Africa e dagli Stati Uniti che ci rende orgogliosi di mostrare i risultati raggiunti nella sperimentazione”, ha spiegato il presidente dell’Arsial Erder Mazzocchi. “L’Agenzia è infatti impegnata da tempo nella messa a punto di una tecnica per la produzione di piantine di carciofo finalizzata all’abbattimento dei costi di impianto delle carciofaie fino al 50% grazie all’utilizzo di moderne tecnologie di moltiplicazione del materiale vivaistico. Inoltre”, ha aggiunto, “i nostri tecnici puntano ad ottenere un carciofo romanesco da seme, mentre nei due campi catalogo fervono le attività di analisi e studio dei singoli cloni e delle varietà propagate via seme per massimizzare la qualità dei prodotti. Ma tra i nostri obiettivi”, ha concluso, “c’è anche la realizzazione di una sinergia operativa con il Consorzio di Tutela del Carciofo Romanesco Igp per il rilancio della coltura sia in agricoltura convenzionale sia in agricoltura biologica”.

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