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Romano commenta le proposte per il futuro della Pac
La Commissione europea ha presentato oggi le proprie proposte per il futuro della politica agricola comune (Pac). Avrà ora avvio un lungo e complesso negoziato che coinvolgerà il Consiglio dei ministri dell’Agricoltura della Ue ed il Parlamento europeo.
Le trattative sulla Pac andranno di pari passo con i negoziati sul bilancio dell’Unione Europea per il periodo 2014/2020, nel cui ambito saranno assunte le decisioni relative alla dotazione finanziaria assegnata alla Pac, e dovrebbero concludersi nel secondo semestre del 2012.
Il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Saverio Romano ha commentato l’adozione delle proposte con soddisfazione per alcuni risultati raggiunti, ma anche con la consapevolezza che si è aperto un negoziato estremamente impegnativo, durante il quale dovranno essere corretti alcuni orientamenti della Commissione europea.
“Anche per effetto dell’azione condotta dall’Italia, ha dichiarato il ministro Romano, è stata accantonata l’ipotesi di una distribuzione degli aiuti comunitari correlata esclusivamente alla superficie agricola dei Paesi membri. Questa soluzione avrebbe penalizzato pesantemente i nostri agricoltori, togliendo ogni valore al lavoro ed alla qualità dei prodotti realizzati”.
“Sono stati accolti anche alcuni suggerimenti avanzati dall’Italia, in particolare per quanto concerne la possibilità di erogare sostegni accoppiati fino al 10% del plafond nazionale.”
“Tuttavia devo rilevare, ha aggiunto Romano, che le proposte della Commissione appaiono complessivamente insoddisfacenti. Le nuove misure inserite nelle proposte, a partire dagli obblighi ecologici, comportano nuovi oneri per le imprese ed un grande carico burocratico, senza comportare reali benefici per l’ambiente.”
“In generale tutto l’impianto è caratterizzato da una forte complessità burocratica e da una eccessiva rigidità, che mal si adatta alla grande diversità dei modelli produttivi presenti in Europa. Mancano inoltre, prosegue il Ministro, misure dirette ad accrescere la competitività delle imprese e strumenti idonei a fronteggiare l’instabilità dei mercati. Anche le disposizioni dirette a migliorare il funzionamento della filiera e la trasparenza delle informazioni destinate ai consumatori non soddisfano le aspettative.”
“Sarà necessario un forte impegno del Governo, delle Regioni e dei rappresentanti italiani nel Parlamento europeo per correggere l’impostazione delle proposte in modo da renderle più aderenti alle esigenze dei produttori e dei consumatori italiani. Abbiamo bisogno di una Pac più semplice e più efficace, ha concluso Romano, per sostenere lo sforzo delle nostre imprese nell’era del mercato globale”.
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