Si è parlato, in questi ultimi mesi, di api che sono tornate a volare nelle nostre campagne. Api, farfalle, lucciole e tanti altri insetti impollinatori, testimoni dello stato di salute dell’ambiente, naturale e agricolo. Una buona notizia non solo per noi, che dell’esser paladini delle api ne abbiamo fatto una ragion di vita, ma per tutti coloro che hanno a cuore la salute dei nostri habitat naturali, delle nostre campagne, di quel patrimonio di biodiversità che l’ape contribuisce ogni giorno a preservare. Sulla situazione dell’apicoltura nella stagione corrente, abbiamo pensato opportuno elaborare un breve documento di lavoro che fa il punto sulle principali criticità, sui positivi fattori registrati a seguito del provvedimento sospensivo dei neonicotinoidi, sugli indirizzi che a nostro avviso andrebbero ancora assunti al fine di fronteggiare le difficoltà ormai strutturali del comparto apistico.
La FAI – Federazione Apicoltori Italiani coglie intanto l’occasione per ringraziare, ancora una volta, il Ministro Luca Zaia per la sensibilità e l’impegno fin qui dimostrati e per aver scelto, con il proprio operato, di essere a fianco degli Apicoltori italiani e di volerne sostenere il difficile compito di salvaguardia e valorizzazione dell’ape italiana, del suo ruolo di sentinella ambientale e prima alleata degli agricoltori, e delle produzioni apistiche di qualità che il nostro Paese vanta ed esporta in tutto il mondo.
Come Apicoltori abbiamo potuto registrare intanto, con motivo di grande soddisfazione, che le mortalità e le perdite di alveari, nel periodo invernale 2008/2009, possono essere quantificate inferiori a quelle dello stesso periodo dell’anno precedente (inverno 2007/2008) e dipendenti in gran parte dalla presenza di vecchie e nuove patologie apistiche. L’andamento primaverile della stagione apistica 2009 è diffusamente considerato positivo; in diverse zone del territorio nazionale si registrano fioriture abbondanti e produttive come non si vedeva da circa dieci anni. I primi raccolti di miele primaverile hanno raggiunto un quantitativo di circa il doppio se confrontati con lo stesso periodo dell’anno precedente (2008). Eccezionali le produzioni di miele di robinia nelle zone vocate di Piemonte, Lombardia, Veneto, Centro Italia, dovute anche al clima favorevole. Ma ciò che più conta è che non si sono registrati, alla data attuale, morìe di api o spopolamenti di alveari. Nelle zone tradizionalmente vocate alla coltivazione del mais, certamente anche grazie alla sospensione dei neonicotinoidi, non si sono verificate situazioni di criticità per gli allevamenti apistici locali. Restano tuttavia motivi di preoccupazione nelle aree a produzione agrumicola (specie in Calabria), colture sulle quali i neonicotinoidi trovano, ancora, regolare e diffuso impiego. Più recentemente, a seguito delle segnalazioni di presenza di Diabrotica in alcune aree maidicole della Lombardia, si segnalano morìe di api che riteniamo siano colpite da alcuni geodisinfestanti somministrati anche nel periodo della fioritura del mais. Tale situazione sta generando motivi di tensione tra agricoltori e apicoltori e, ad avviso della FAI, diventa urgente dare seguito alla proposta che da tempo reiteriamo: va promossa una campagna di sensibilizzazione, verso l’intero mondo agricolo, sulla utilità delle api come fattore di incremento delle produzioni – specie quelle ortofrutticole e sementiere – e vanno suggerite buone pratiche agricole sostenibili e compatibili con l’allevamento apistico.
Auspichiamo, nel frattempo, che si possa garantire anche il recupero del grave stato sanitario nel quale versano gli allevamenti apistici italiani. Si impone in tal senso, secondo la FAI, una urgente rielaborazione del Regolamento di Polizia Veterinaria, una procedura di indennizzo agli Apicoltori che debbono distruggere i propri alveari, al pari di una proficua collaborazione con le autorità veterinarie locali, al fine di controllare e curare le patologie apistiche, nonché vigilare sulle situazioni di abbandono e di incuria degli alveari. Va attivata altresì la elaborazione di Buone Pratiche Apistiche che impegnino tutti gli Apicoltori italiani, di qualunque dimensione aziendale, ad una corretta e sana gestione del nostro patrimonio apistico nazionale attraverso dei piani sanitari regionali, di concerto con le autorità sanitarie competenti, in modo da agire, contro la varroa, simultaneamente e con il medesimo principio attivo. Questo consentirà di ridurre il pericolo di reinfestazione e di garantire, per un periodo di tempo molto più lungo, l’efficacia dei pochi principi attivi registrati per la lotta alla varroa.
Vorremmo concludere, alla luce della recente notizia della proroga della sospensione dei neonicodinoidi, che gli Apicoltori italiani non possono che dirsi soddisfatti per questo risultato. Una sospensione che va nella direzione auspicata dall'intero comparto apistico nazionale. Siamo inoltre pronti a sostenere l'azione del ministro per l'avvio di ogni forma di collaborazione stabile tra apicoltori, agricoltori, istituzioni e industria chimica, affinché l'indispensabile azione impollinatrice delle api sia tutelata in quanto primo fattore della produzione agricola nazionale. Per quanto ci riguarda, non esistono pregiudiziali ideologiche che possano minare lo storico e felice rapporto di collaborazione tra mondo apistico e agricolo.

