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Leda Vigliardi Paravia

Chi vive in Francia da un quarto di secolo come me, dice la delegata onoraria dell’Accademia Italiana della Cucina a Parigi e consigliere gastronomica per l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, sa che il protezionismo ha radici profonde nel corpo della società francese. Come non ricordare le cisterne di vino italiano rovesciate o l’assedio delle navi provenienti dalla Sicilia nel porto di Sete. Quando ho chiesto a un alto funzionario francese come reagirebbe la Francia se gli italiani o gli spagnoli facessero la stessa cosa questi mi ha risposto lapidario : « ca serais la guerre ». Ecco come la Francia considera il protezionismo, asimmetrico : buono contro gli altri, (anche se parenti nell’Ue) cattivo quello che viene fatto contro di loro. Così mentre grazie a Carrefour e Auchan l’Italia e’ invasa da prodotti francesi di pessima qualità, a Parigi è difficile trovare un tarocco siciliano o dei broccoletti romani.