Cuore della manifestazione è Giardininterrazza, attenta selezione di vivai, artigiani, designer e aziende di arredamento da esterni, con le Follie d’autore, opere realizzate da paesaggisti...
Luca Zaia
Milton Friedman, alla domanda "ha piu' bisogno uno che ha o uno che non ha?'' rispose : ''ha piu' bisogno uno che ha avuto e non ha piu''. Questa e' la condizione nella quale rischiamo di trovarci, afferma il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia
Sul fronte agricolo, non possiamo rinunciare a una dimensione economica identitaria, che valorizzi la tradizione per diventare il vessillo del liberismo estremo e quindi pensare che invece di alimentarsi con le mele della Val di Non piuttosto che con le arance rosse di Sicilia, si debba consumare ananas e banane. Ricordiamoci che vantiamo 4.500 prodotti tipici, 176 tra dop e igp, oltre 500 vini a denominazione di origine.
Al prossimo G8 agricolo, il primo, che si svolgerà a Cison di Valmarino, in provincia di Treviso, dal 18 al 20 aprile, presenterò un documento, che dirà: i dazi agricoli esistenti non possono essere abbassati; semmai, per certi versi, vanno rafforzati. I miei colleghi europei non avranno nessuna difficoltà a sottoscriverlo: si trovano tutti in una condizione simile e pensano tutti le stesse cose.
I prezzi di vendita di certi prodotti, dal riso alla frutta, al latte, in molti casi sono ben al di sotto dei nostri costi di produzione: il riso thailandese, senza dazi, costa meno della metà di quello nazionale, la carne argentina, poco più di un sesto di quella nostrana. Una filiera già a rischio è quella del latte: quello romeno costa poco più della metà di quello nazionale. Se non lo tutelassimo, sarebbe tra l’altro la fine delle 24 dop del formaggio e sei miliardi di euro se ne andrebbero in fumo. La concorrenza agricola lascia soltanto due strade ai prodotti locali: la prima, che è anche la più probabile, è la chiusura delle nostre aziende agricole: certe sperequazioni semplicemente non sono sostenibili. La seconda è una continua rincorsa al taglio dei costi, che inevitabilmente porterà qualcuno a pensare che la qualità possa passare in secondo piano. Un fatto semplicemente suicida, visto che l’agroalimentare italiano è ai vertici del pianeta.
Quello che ha detto Obama nel suo “Buy american” mi è parso un raggio di sole; io ho una formazione liberale, ma un contesto globalizzato come quello nel quale operiamo è ben diverso da quello in cui scriveva Adam Smith. L’arretratezza produttiva e di legislazione sociale e ambientale non può diventare un fattore competitivo: è soltanto concorrenza sleale.
Voglio quindi lanciare un appello: consumiamo prodotti locali e di stagione, solo così possiamo salvare l’agricoltura italiana e con essa tutte quelle tradizioni e valori che rendono unico il Nostro Paese.
Su questa base abbiamo pianificato la nostra azione di governo, dalla stagione della “tolleranza zero” al Disegno di legge sulla competitività del sistema agroalimentare italiano che, per la prima volta, introdurrà nel nostro Paese l’obbligo di indicare l’origine dei prodotti in etichetta, al progetto “Frutta nelle scuole”, grazie al quale i nostri ragazzi potranno finalmente mangiare frutta del territorio e di stagione.

