Il piccolo borgo toscano in provincia di Arezzo ospita il carnevale più antico d’Italia giunto quest’anno alla sua 473° edizione. Quattro domeniche di festa, dal 5 al 26 febbraio, durante le quali...
Paolo Massobrio
Quelle 142 strade dei vini e dei sapori mi fanno un po' paura, perché significano 142 presidenti nel paese dei campanelli e dei presidenti. Scherzi a parte, io credo fortemente nell'identità che esprimono i singoli Comuni, a loro volta espressioni di una comunità. Il turismo enogastronomico non è un'accezione vaga, ma si deve declinare in nomi di paesi precisi: Gaiole in Chianti, Vignale Monferrato, Cinto Euganeo, per fare alcuni esempi. Ed in ognuno di questi e altri paesi vi è la cifra del genio italiano, vi è la sua storia e la sua identità. Quello che stiamo vivendo io lo reputo un momento eccezionale perché gli investimenti dei giovani in agricoltura hanno portato il frutto di strutture ricettive, all'interno di cantine o di laboratori artigianali. Questi giovani sono diversi dai loro padri, chiedono apertura verso il mondo, vogliono dialogare, vogliono incontrare gente. Il turismo enogastronomico è una scintilla che vede l'incontro di tre passioni: quella dei giovani coltivatori, quella dei giovani consumatori, quella dei giovani che aprono ristoranti e wine bar nei paesi. Se andate sui Colli Euganei, nel Chianti o nel Monferrato, per dire tre luoghi dove sono stato di recente, vedete un movimento incredibile che ha solo bisogno d'essere fatto conoscere. Ma che sia presente alla istituzioni è già un buon passo perché sia valorizzato. In questa direzione va anche la Commissione per la valorizzazione del turismo enogastronomico presentata di recente a Roma.


