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Rinnovato il Patto di sviluppo del Distretto produttivo della pesca industriale del Mediterraneo

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24.06.11
Al Patto hanno aderito oltre 110 imprese della filiera ittica. Il campione è assai rappresentativo del sistema pesca siciliano e la composizione della struttura del Distretto rappresenta fedelmente il sistema pesca siciliano: 25 % delle imprese appartengono alla pesca e alla acquacoltura, il 35 % alla trasformazione ed alla commercializzazione e il 40 % rappresenta i servizi per le imprese del mare e a terra (cantieri, officine, logistica, industria del freddo).

Il Distretto produttivo della pesca industriale del Mediterraneo ha rinnovato il Patto di sviluppo distrettuale. Al Patto hanno aderito oltre 110 imprese della filiera ittica. Il campione è assai rappresentativo del sistema pesca siciliano e la composizione della struttura del Distretto rappresenta fedelmente il sistema pesca siciliano: 25 % delle imprese appartengono alla pesca e alla acquacoltura, il 35 % alla trasformazione ed alla commercializzazione e il 40 % rappresenta i servizi per le imprese del mare e a terra (cantieri, officine, logistica, industria del freddo).
Fra i vari aderenti al Patto vi sono Enti pubblici, associazioni, centri di ricerca ed istituzioni scolastiche ed universitarie. Compatta anche la presenza del mondo sindacale (Cgil, Cisl ed Uil) e del mondo cooperativo; tre le associazioni straniere del bacino del Mediterraneo (Tunisia ed Egitto). Complessivamente le imprese che aderiscono al Distretto della pesca hanno sviluppato un fatturato di 280 milioni di euro, fra i quali 40 milioni relativi all’export, dando occupazione a 1090 lavoratori.
Rappresentante del Distretto è stato confermato Giovanni Tumbiolo il quale ha espresso un cauto ottimismo: “Rispetto al 2006, data di presentazione del primo patto distrettuale, il fatturato è cresciuto mediamente dell’11,4%, mentre l’export è cresciuto del 12,6%. Qualora ce ne fosse bisogno, ha sottolineato Tumbiolo, vi è la triste conferma dei dati che un mese fa ci aveva fornito il Rapporto annuale della pesca redatto dall’Osservatorio della pesca del Mediterraneo: è stato perso un terzo della forza-lavoro. Nell’ambito del Distretto sono andati persi circa 1000 posti di lavoro, a fronte di 4500 persi nell’intero comparto a livello regionale. Necessitano, ha concluso Tumbiolo, interventi urgenti sul piano normativo ed organizzativo per superare questo evidente stato di crisi”.

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