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Londra, dopo le Olimpiadi un’azienda agricola?
Pensando all’agricoltura vengono subito in mente distese di campi primaverili. Ma ora in molte città della Gran Bretagna si posso trovare coltivatori di verdure, casari e produttori di miele. Era dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, quando la popolazione era stata invitata a ‘Dig for Victory’ (coltiva per la vittoria), che l'agricoltura urbana non era così popolare nel Regno Unito.
In tutto il paese sono stati creati più di 2.000 nuovi spazi per coltivare cibo e questo solo negli ultimi tre anni. C’è chi pensa che questo sia solo l'inizio di un boom di agricoltura svolta all’interno delle città. E c’è chi guarda anche oltre: degli eco-designer sono stati già invitati a visitare il villaggio olimpico nella zona est di Londra per vedere se esiste la possibilità, una volta finiti i giochi olimpici di questa estate, di costruirci una fattoria.
Sustain, un’associazione che lavora per promuove ‘'cibo e un’agricoltura migliore”, ha presentato il suo rapporto "Un commercio in crescita" per aiutare i cittadini a coltivare, in ambiente urbano, prodotti da vendere localmente. Ben Reynolds, direttore della rete di Sustain, ha spiegato che: "Nell'ultimo anno, abbiamo visto gente iniziare a vendere i loro prodotti agricoli urbani".
A Londra, ora ci sono quasi 1.500 spazi che hanno aderito a Capital Growth, un programma gestito da Sustain per i giardini e fattorie urbane, finanziato dal sindaco di Londra, ed il loro numero è in crescita. Al lancio del programma, nel 2008, erano solo 50.
"E’ un aumento importane, e le persone coinvolte sono più di 50.000", aggiunge Reynolds. "La gente sta ora pensando a come rendere questo sostenibile, e stanno stabilendo rapporti con ristoranti locali in modo da poter vender lì i loro prodotti."
Polly Higginson, autrice del rapporto, dichiara: "C'è stato un vero cambiamento di atteggiamento del settore nel modo in cui le persone vedono i loro progetti. Si è capito che il commercio è un buon modo per generare reddito e contribuire ai costi del progetto".
Charlie Price è il fondatore di Aquaponics Regno Unito, che si occupa di piante e pesci in area urbana. "L'agricoltura urbana si sta evolvendo rapidamente in una via praticabile, economicamente efficace e un modo coinvolgente per produrre cibo nelle nostre città", dice. "Inoltre è un’attività che fornisce un cibo di buona qualità, sano, sostenibile a livello ambientale, sociale ed economico."
Andrew Merritt, co-direttore di Something & Son, una società di eco-design, ha già visitato il villaggio olimpico di cercare potenziali spazi per realizzare una fattoria dopo i Giochi.
"L'agricoltura urbana sta crescendo perché il cibo acquisto è diventato un processo piuttosto che un piacere, sostiene. Permette ai cittadini di avere un collegamento diretto con la fonte del cibo: è freschissimo e il cittadino può toccare con le proprie mani e sentire l'odore della frutta e della verdura”. E aggiunge: “E’ anche un modo di portare l'industria verde, e l’educazione alimentare nelle nostre città in modo divertente, il che non può che essere positivo."
Fonte: Genevieve Roberts, Indipendent. Traduzione: Natalie Nicora, AIOL
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