Direttore responsabile Alfonso Lo Sardo

Romano Toppan

Ospite: 

Il turismo e la sua capacità di offrirsi come "mainstream" di nuove forme di competitività territoriale, persino di "inventare" i vantaggi competitivi della arretratezza, là dove il mantenimento di "memorie" e di siti ancora incontaminati e il passato ancora vivo in tutte le sue espressioni, può contribuire a sfatare il mito che la "competitività" sia legata alla innovazione tout court : la competitività è legata alla capacità di una impresa ( o di un prodotto o di un servizio, in una parola di un bene che abbia un valore tangibile o intangibile ) di soddisfare le esigenze esplicite o implicite del consumatore o del cliente. Ma in questo senso, vale ancora la definizione che Schumpeter ha dato della figura dell'imprenditore, il quale è tale " se crea cose nuove o nuove combinazioni di cose vecchie", dando con questo spazio persino a quanto alcuni nuovi economisti affermano circa i vantaggi competitivi delle "tecnologie arretrate", allorquando in esse si riconoscono i tratti di un bene o di un gusto intimamente connessi alle emozioni, alle esperienze, alla memoria, quasi come le "petites madeleines" che hanno provocato la "Recherche " di Proust. Questo modello di lettura della "innovazione" sta esercitando un potente motore rispetto a moltissimi attività economiche minori che rischiavano l'estinzione. Questo vale soprattutto per le produzioni "agricole" di nicchia : soffocate dalla incapacità di competere sui mercati tradizionali, esse hanno trovato nel turismo e nella domanda di genuinità di luoghi e di prodotti un nuovo spazio su cui eccellere. La catena del valore di molti prodotti agricoli, è spesso molto complicata,soprattutto in termini di filiere speculative. Ma nel caso del turismo non è il prodotto che "va" verso i consumatori ( con tutte le intermediazioni che "schiacciano" il produttore iniziale con ferocissime strategie speculative ), ma sono i consumatori che "vanno" verso i luoghi di produzione, cercando nel prodotto tipico quel valore intangibile ( di emozioni, di ricordi, di piacere insolito ) che li predispongono a pagare un prezzo talvolta molto migliore di quello che il produttore (contadino) ottiene dall'intermediario al quale tradizionalmente lo conferisce.