Sabato 26 e domenica 27 maggio si svolge l'evento "Si Sgavita 'A Muntagna", Festa della Transumanza dei pastori di Geraci Siculo (Pa), che ha il fine di sostenere la sopravvivenza di una delle pi...
Romano Toppan
Il turismo e la sua capacità di offrirsi come "mainstream" di nuove forme di competitività territoriale, persino di "inventare" i vantaggi competitivi della arretratezza, là dove il mantenimento di "memorie" e di siti ancora incontaminati e il passato ancora vivo in tutte le sue espressioni, può contribuire a sfatare il mito che la "competitività" sia legata alla innovazione tout court : la competitività è legata alla capacità di una impresa ( o di un prodotto o di un servizio, in una parola di un bene che abbia un valore tangibile o intangibile ) di soddisfare le esigenze esplicite o implicite del consumatore o del cliente. Ma in questo senso, vale ancora la definizione che Schumpeter ha dato della figura dell'imprenditore, il quale è tale " se crea cose nuove o nuove combinazioni di cose vecchie", dando con questo spazio persino a quanto alcuni nuovi economisti affermano circa i vantaggi competitivi delle "tecnologie arretrate", allorquando in esse si riconoscono i tratti di un bene o di un gusto intimamente connessi alle emozioni, alle esperienze, alla memoria, quasi come le "petites madeleines" che hanno provocato la "Recherche " di Proust. Questo modello di lettura della "innovazione" sta esercitando un potente motore rispetto a moltissimi attività economiche minori che rischiavano l'estinzione. Questo vale soprattutto per le produzioni "agricole" di nicchia : soffocate dalla incapacità di competere sui mercati tradizionali, esse hanno trovato nel turismo e nella domanda di genuinità di luoghi e di prodotti un nuovo spazio su cui eccellere. La catena del valore di molti prodotti agricoli, è spesso molto complicata,soprattutto in termini di filiere speculative. Ma nel caso del turismo non è il prodotto che "va" verso i consumatori ( con tutte le intermediazioni che "schiacciano" il produttore iniziale con ferocissime strategie speculative ), ma sono i consumatori che "vanno" verso i luoghi di produzione, cercando nel prodotto tipico quel valore intangibile ( di emozioni, di ricordi, di piacere insolito ) che li predispongono a pagare un prezzo talvolta molto migliore di quello che il produttore (contadino) ottiene dall'intermediario al quale tradizionalmente lo conferisce.

