Direttore responsabile Alfonso Lo Sardo

Da detenuti a apicoltori

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07.12.11
Si chiama "il miele della Dozza". E’ il frutto del lavoro di 18 detenuti del carcere di Bologna che nel 2010 sono diventati apicoltori. L'apiario all'interno del carcere, ora conta 20 alveari con 50.000 api ciascuno, è stato allestito da Conapi, che ha fornito anche tutta l'attrezzatura necessaria agli apicoltori.

Circa 680 chili di miele di tiglio e millefiori, per un totale di 1.440 barattoli: è il frutto del lavoro di 18 detenuti del carcere di Bologna, che nel corso del 2010 sono diventati apicoltori. E ora "il miele della Dozza" è in vendita, grazie a un progetto che ha visto la collaborazione di Conapi, Alce Nero & Mielizia, insieme alla Provincia di Bologna e alla direzione del carcere. L'apiario all'interno del carcere, che ora conta 20 alveari con 50.000 api ciascuno, è stato allestito da Conapi, che ha fornito anche tutta l'attrezzatura necessaria agli apicoltori. Dieci detenuti, a cui poi se ne sono aggiunti altri otto (tutti uomini), "hanno dato la disponibilità volontaria per partecipare al progetto", racconta la direttrice della Dozza, Ione Toccafondi, "sono stati selezionati fra quelli che davano la maggiore affidabilità, ma in totale le richieste sono state una quarantina". Gli aspiranti apicoltori sono stati formati grazie ai corsi organizzati da Cefal e Provincia, e per tutta l'estate si sono presi cura delle api, affiancati dagli apicoltori di Conapi e delle associazioni Le nostre api e Apicoltori Felsinei. Il miele, raccolto dalle api nei campi all'esterno del carcere, è stato poi estratto e confezionato dalla cooperativa sociale Anima. Sottoposto ad analisi di controllo, il miele è risultato di ottima qualità. Da oggi, dunque, "il miele della Dozza" è in vendita nell'Alce Nero Caffè di Bologna (via Petroni 9/b), nel punto vendita Conapi di Monterenzio (a Bisano via del Lavoro 20) e nella Locanda Smeraldi di Bentivoglio (in via Canali e Crociali 5/a). Il prezzo? Quattro euro per un barattolo da 400 grammi di miele di tiglio o millefiori, cinque euro per uno da 500 grammi di miele millefiori. Il ricavato servirà ad ampliare l'apiario della Dozza e a proseguire il progetto anche nel 2012. L'intenzione è di trasformare l'esperienza in un lavoro vero e proprio, con una piccola retribuzione, almeno per i detenuti che si occuperanno della manutenzione degli alveari. Prendersi cura delle api, secondo la Toccafondi, "per i detenuti ha significato fare un percorso educativo, perché attraverso la cura delle api hanno imparato che ci sono regole e tempi da rispettare, e che il lavoro si fa in maniera solidale gli uni con gli altri". Secondo Desi Bruno, che da garante dei detenuti di Bologna aveva contribuito a lanciare il progetto, "è la dimostrazione il lavoro in carcere si può fare, e si può fare molto bene".

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