The "Si Sgavita 'A Muntagna" event, Transhumance Festival of the shepherd of Geraci Siculo (Pa) that want to help keep one of the most antique pasture activities, will be held from the 26th and...
Liberisti “con giudizio”
“Il consumatore deve sapere cosa mangia e deve sapere la provenienza di quello che mangia” ci ha detto Edoardo Raspelli, uno dei critici gastronomici più famosi d’Italia. Chiedendogli il suo punto di vista per quanto riguarda la difesa dei prodotti nazionali ci ha detto che “come è normale che le macchine fotografiche comprate dagli italiani siano made in Japan, è normale che gli Italiani acquistino prodotti agroalimentari made in Italy: la ricchezza di prodotti di qualità che l’Italia vanta è enorme, è da ricordare che il nostro paese detiene il primato europeo di prodotti certificati, e ben venga quindi che i cuochi del Belpaese impieghino nelle loro creazioni culinarie prodotti locali tipici del territorio, solo così si potrà gustare a Milano il vero risotto alla milanese”.
Se ci guardassimo attorno, molte sono le iniziative a difesa delle economie nazionali: il Presidente Obama, in merito alla politica rurale USA, ha affermato che si accerterà che i contadini americani siano protetti dagli scompigli dei mercati. Sostenitore della tracciabilità dei prodotti agroalimentari, Obama afferma che, si legge nel suo programma, “i consumatori americani devono sapere da dove proviene il loro cibo”. Secondo Obama c’è la necessità che i cittadini americani comprino prodotti freschi e locali.
“In questo momento”, ha affermato il ministro spagnolo Miguel Sebastián, “c’è una cosa che i cittadini possono fare per il paese: puntare sulla Spagna, sui nostri prodotti, la nostra industria e i nostri servizi, in pratica su di noi. Basterebbe spostare 150 euro di acquisti da beni importati a prodotti spagnoli per attenuare gli effetti della crisi”.
In Giappone uno dei target fondamentali fissati dal Ministro dell’agricoltura, al fine di portare l’autosufficienza alimentare del Paese al 50% entro il 2019, è che il popolo mangi almeno 63 chili di riso l’anno e non solo 61, segnali di una potenziale nuova stagione di nazionalismo alimentare.
Leggiamo gli interventi delle personalità che hanno partecipato al dibattito.
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