Editor Luigi Barone

Articoli

Sentieri e Sapori

25.11.04
Il Convegno si svolgerà domenica 28 novembre

Si svolgerà domenica 28 novembre a Campagnano di Roma, nella sala polifunzionale dell’Istituto comprensivo Campagnano il primo Convegno regionale “Sentieri e Sapori”, strategie, riflessioni e condotte per la tutela e la valorizzazione dei prodotti tipici e del patrimonio ambientale e storico-culturale del territorio.
Il Convegno si divide in due sessioni, dopo il saluto del Sindaco di Campagnano, Filippo De Mattis, e di Barbara Saltamartini del Mipaf, i lavori saranno aperti dall’Assessore alle Politiche dell’agricoltura, dell’ambiente e della protezione civile della Provincia di Roma, Filiberto Zeratti.
Nella prima sessione “Riflessioni sulla tutela e la valorizzazione del patrimonio agroalimentare e ambientale” sono previsti, tra gli altri, gli interventi di Ferdinando Romano, presidente dell’Inran, e di Massimo Gargano della Coldiretti del Lazio.
Nella seconda sessione Alessandra De Angelis, di Ganessa Onlus e Ong, parlerà del progetto “Sentieri e sapori”, a cui seguiranno gli interventi di Alessandro Antimiani dell’Inea e Fabio Ermini, Assessore all’agricolture del Comune di Campagnano.
L’iniziativa promossa dal Comune di Campagnano Romano e dalla Provincia di Roma, è patrocinata dal Ministero delle politiche agricole e forestali e dalla Presidenza del Consiglio della Regione Lazio

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L'Editoriale del Ministro

25.11.04
Gianni Alemanno
Bisogna valorizzare l'anima mediterranea dell'Italia. Con le peculiarità del nostro sistema agroalimentare il nostro Paese è tradizionalmente vocato a giocare un ruolo da capofila nella costruzione di un'area di libero-scambio euromediterranea

Il nostro Paese è strategicamente rivolto verso il Mediterraneo, macroarea geografica e mosaico di nazioni che possono contribuire ad arricchire la nostra rete di legami commerciali e culturali.
Oggi più che mai dobbiamo essere consapevoli dell'importanza del ruolo dell'Italia come ponte di passaggio tra il Nord ed il Sud dell'Europa, un ruolo che ci identifica in seno all'Unione europea allargata, offrendoci spazi di manovra che altri Paesi non possono avere e nel contempo ci carica di responsabilità ponendoci come ago della bilancia nella composizione di delicate vertenze socio-economiche.
Con le peculiarità del nostro sistema agroalimentare, che ci rende unici in Europa, l'Italia è il paese più tradizionalmente vocato a giocare un ruolo da capofila nella costruzione di un'area di libero scambio euro-mediterranea. Un'investitura che serve a riscattare il nostro Mezzogiorno e le sue realtà produttive da un'emarginazione secolare e a guidare un processo di rinnovamento che parte prioritariamente dalla inimitabile realtà agroalimentare del nostro Paese.
L'Italia non può perdere questa importante occasione. La nostra anima mediterranea ci spinge a cercare più forti e coinvolgenti relazioni commerciali con nazioni che condividono con noi situazioni climatiche e molto spesso anche produttive. L'individuazione di una più efficace strategia commerciale con i nostri partners mediterranei rappresenta quindi un'opportunità senza eguali per tutte le imprese dell'agroalimentare italiano e ci deve spingere a convogliare indirizzi programmatici spesso divergenti verso un unico obiettivo.
Nel nuovo corso del commercio mondiale anche il Mediterraneo, con le sue specificità produttive agroalimentari, deve potersi ritagliare uno spazio in tutta dignità, uno spazio che finirà per meglio valorizzare anche le nostre produzioni.

Biblioteca Mipaf : "I solchi"

25.11.04
Modesto Panaro e Marta Romeo
La Biblioteca del Ministero delle politiche agricole e forestali, in collaborazione con Agrisian, propone un ciclo di incontri per ricostruire le tappe più significative della storia dell'agricoltura italiana. Il primo appuntamento è per mercoledì 1° dicembre alle ore 17,00.

La conoscenza che si ha oggi della storia dell'agricoltura italiana negli ultimi 150 anni non sembra essere pari al ruolo svolto da un settore così significativo dell'economia nazionale.

Per tentare di colmare tale lacuna, la Biblioteca del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali in collaborazione con Agrisian propone una serie di incontri che, attraverso la vita dei protagonisti di questa storia, cerchi di ricostruire, con tutti i limiti insiti in una collana di "medaglioni", il susseguirsi degli eventi e dei cambiamenti, nella convinzione che dietro le scelte dei personaggi ci sia la storia delle istituzioni e la storia della società.

E' una chiave di lettura sicuramente parziale ma che probabilmente consente di suscitare un interesse maggiore di una analisi scandita dalle fasi classiche della storia d'Italia: il Risorgimento, l'età giolittiana, il fascismo, il centrismo, etc.

Questo ciclo di incontri, intitolato emblematicamente "I solchi", si apre mercoledì 1° dicembre alle ore 17 presso il Parlamentino del Ministero, con un intervento del prof. Guido Pescosolido su Cavour, il primo dei protagonisti che ha lasciato traccia profonda nella storia dell'agricoltura.

Guardare all'Europa

25.11.04
Per il ministro Alemanno è indispensabile guardare alla dimensione europea e globale per progettare una strategia di sviluppo

"Stiamo attraversando una fase nevralgica per la nostra economia ed è necessario guardare alla dimensione europea e globale per non restare schiacciati tra Stati Uniti e Paesi emergenti e per progettare una strategia europea di sviluppo".
É quanto dichiara il Ministro delle Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno, intervenuto oggi a Milano al convegno "Milano, Italia. Produzione, finanza, servizi verso l'innovazione"promosso dalla Fondazione Nuova Italia.
"Non è più possibile, infatti, come in passato, limitarsi a regolare la competizione tra i Paesi membri; "Europa - spiega il Ministro Alemanno - deve raccogliere la sfida globale e saper affermare progetti significativi di investimento. Per questo occorre anche decidere insieme, una volta per tutte, come definire il Patto di stabilità che dovrà diventare un patto di sviluppo in termini reali"
"In questo quadro - prosegue Alemanno - emerge la situazione dell'Italia e quella del Mezzogiorno che interessa tutto il Paese, anche il Nord, che tornerà a crescere se riacquisterà competitività senza connotarsi più come realtà a due velocità."
"Le prossime elezioni regionali - continua il Ministro - saranno per il Nord una grande occasione per misurarsi con progetti calati sui territori, ragionando come "sistema intraregionale" in grado di valorizzare le realtà trainanti. Ma perché questo sia possibile occorre una progettualità forte per competere sulle eccellenze e non sui costi."
"Abbiamo di fronte la sfida dei Paesi emergenti come la Cina - aggiunge Alemanno - servono quindi idee che ci rimettano al centro della competizione: è questa la sfida della qualità in termini globali. Questo vale per il mondo dell'università e della ricerca, come per il rapporto tra sistema bancario e imprese per favorire interventi di garanzia che facilitino l'accesso al credito per le imprese".
"Basta con la logica dei monopoli pubblici che diventano privati o di organismi che si indebitano con le banche al punto da non avere più risorse da investire per la ricerca e lo sviluppo, oggi il meccanismo della concorrenza permette di far crescere le realtà migliori. Occorre però - conclude Alemanno - che le grandi realtà si impegnino sul territorio per lo sviluppo e l'innovazione."
All'incontro, moderato dall'editorialista Enrico Cisnetto, sono intervenuti anche il presidente di Fondazione Nuova Italia Maurizio Castro; Danilo Brogli, presidente Confai; Alfredo Cazzola, presidente Smau; Piergiacomo Ferrari, amministratore delegato Fiera di Milano; Michele Perini, presidente Assolombarda; Massimo Calearo, presidente Federmeccanica; Roberto Formigoni, presidente Regione Lombardia; Corrado Passera, amministratore delegato Banca Intesa; Carlo Puri Negri, vice presidente e amministratore delegato Pirelli&C. Real Estate e Mario Preve, presidente Riso Gallo.

Sapori e vini del Mediterraneo

24.11.04
Alessandra Binazzi
Si è tenuta a Napoli Mediterraneating, la prima fiera dei vini e dei sapori mediterranei

C'è stata una nuova occasione per riaffermare la qualità del sistema agroalimentare italiano, quella di Mediterraneating, il primo incontro tra le imprese alimentari di prodotti tipici e di bevande dell'area mediterranea.
"La questione mediterranea" ha spiegato il ministro Alemanno intervenendo all'inaugurazione della mostra - è molto importante perché riguarda un'area di libero scambio nella quale la progettualità economica è rimasta ferma. Già oggi un terzo degli scambi mondiali passa per il Mediterraneo e l'Italia può giocare un grande ruolo se l'Europa si spinge verso il Sud.
Quando sarà abolita ogni forma di dazio, il rischio sarà essere quello di una guerra fra agricoltori sudeuropei e nordafricani. Per questo bisogna dare nuovi impulsi al commercio sul versante della qualità e l'Italia ha una risorsa di 145 prodotti Dop. Dobbiamo creare, proprio nel Mediterraneo, dei tentativi di armonizzare la produzione. Il Mare Nostrum e' un'area di crescita comune e il Mezzogiorno d'Italia deve essere centro e non margine dell'Europa, con la città di Napoli capitale di intermediazione e di incontro del mediterraneo.
E' fondamentale ricollocare al centro del mediterraneo l'attività agroalimentare. Andiamo verso l'area di libero scambio euro-mediterraneo e dobbiamo fare in modo che l'Italia, nel settore agroalimentare arrivi forte a questo appuntamento. Ci sono mercati nuovi da scoprire e bisogna aumentare il flusso commerciale da e per la sponda sud del Mediterraneo".
E poi, sempre secondo il Ministro Alemanno, "c'è da valorizzare il ruolo di Napoli come città di scambio e fare in modo che fiere come queste diventino il punto d'incontro fra gli operatori del settore, per aumentare i risultati economici".
Mangiare mediterraneo, oltre a far bene alla salute, appaga il palato. Una vasta scelta di golosità tipiche è stata offerta a delegazioni di buyers (compratori) arrivati da Francia, Inghilterra, Germania, Russia, Canada, Cina e Giappone che, oltre a degustare, hanno potuto ordinare per far godere anche i propri clienti dei prodotti assolutamente genuini e di qualità che la nostra fertile terra ci regala.

Icrf, nuove strategie per il 2005

24.11.04
Ad Ancona il 25-26 novembre prossimi il workshop annuale dei dirigenti e quadri dell'Ispettorato centrale repressione frodi

L'attività di controllo e di contrasto dei fenomeni di frode nel settore agroalimentare richiede un continuo aggiornamento delle strategie e degli strumenti da adottare a tutela del consumatore.
Si parlerà anche di questo in occasione del Workshop annuale dei dirigenti e quadri dell'Ispettorato centrale repressione frodi (Icrf), che si svolgerà il 25 e 26 novembre prossimi a Portonovo (Ancona), per riflettere sulle strategie da seguire nel programma di attività del 2005.
"Non posso che esprimere grande apprezzamento per il lavoro svolto sempre con grande professionalità e dedizione dall'Icrf - dichiara il Ministro delle Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno. La riorganizzazione dell'Ispettorato, che si completerà nei mesi prossimi, consegnerà ai produttori e ai consumatori uno strumento di controllo ancora più moderno ed efficace per la difesa della qualità delle produzioni, soprattutto quelle del Made in Italy".
"Sono convinto - dichiara il sottosegretario Gianpaolo Dozzo - che tutto il personale dell'Ispettorato accrescerà ancor più il proprio impegno nel corso del 2005, anche nella consapevolezza che il ruolo e la funzione svolta rappresenta un preciso riferimento per proseguire nella politica nazionale a difesa della sicurezza agroalimentare".

L'agricoltura viterbese sostiene l'Università

24.11.04
Alessandra Binazzi
Stipulata una convenzione con la facoltà di agraria dell'Università della Tuscia, dipartimento di protezione delle piante, per sconfiggere le malattie delle colture viterbesi

Saranno tecnici del dipartimento di protezione delle piante dell'Università della Tuscia, uno fra gli istituti scientifici più quotati a livello nazionale ed internazionale per lo studio delle fitopatologie vegetali, ad effettuare controlli specifici, in campo aperto e in serra, per individuare le malattie delle principali colture orticole e cerealicole della campagna viterbese. Meloni, cocomeri, asparagi, pomodori, peperoni, grano e mais, in collaborazione con gli agricoltori, saranno esaminati durante il loro ciclo vitale, per dare garanzie a produttori e consumatori circa la qualità degli alimenti.
L'intervento si articolerà in tre fasi: monitoraggio di tutto il ciclo produttivo; analisi su semi, piantine, portainnesti; messa a punto di misure di prevenzione.
Viterbo e la sua provincia costituiscono una piccola realtà di 293.000 abitanti, con 60 Comuni , a nord di Roma. Un'importante fonte economica della Tuscia è costituita dall'agricoltura le cui produzioni, in coltivazioni diversificate e diversificabili, vantano, in prevalenza, caratteristiche di notevole pregio, tradizione e tipicità, favorite dal mite clima mediterraneo, dalla particolare fertilità del terreno e da un territorio equamente ripartito fra collina e pianura, con quest'ultima che declina dolcemente fino al mare. Un territorio sul quale splende il sole per gran parte dell'anno, percorso da fiumi e da torrenti, intervallato da due splendidi laghi.
Con le numerose colture occupa un ruolo di primo piano nell'ambito dello scenario agricolo regionale. In particolare per i cereali, tra cui spicca il frumento duro, e altro seminativo, ma anche per coltivazioni più intensive e più ricche come il tabacco, le ortive e per la nocciolicoltura, quest'ultima pressoché esclusivamente presente nella provincia viterbese.
Si tratta, quindi, di un agricoltura che produce ricchezza, garantisce l'occupazione e alimenta l'imprenditorialità con un discreto numero di imprese che conquistano anche il mercato estero. Un'agricoltura che interagisce con enti preposti alla ricerca, alla formazione, alla sperimentazione, all'assistenza tecnica, grazie all'università della Tuscia, ai centri sperimentali dell'Arsial, ai centri di formazione professionale ed assistenza tecnica presenti sul territorio.
Lo studio svolto con la collaborazione dell'Università viterbese sarà sicuramente utile per fornire un prodotto ancora migliore che, aggiunto alle certificazioni già acquisite, porterà l'agricoltura del territorio sempre più all'avanguardia.

Il Glossario di Aiol è on line

24.11.04
Un nuovo servizio per tutti i lettori della rivista telematica del Mipaf

Agricoltura italiana on line, la rivista telematica del Ministero delle Politiche agricole e forestali, ha attivato oggi un nuovo servizio per tutti i suoi lettori. Si tratta del glossario agricolo, consultabile collegandosi alla home page della rivista e selezionando la voce "glossario" del menù.
Con oltre 300 voci, disposte in ordine alfabetico, si è creata una sorta di mini dizionario on-line, fondamentale per rendere più agevole la lettura degli articoli pubblicati su Aiol, consentendo agli utenti di comprendere termini tecnici e di uso non comune, sigle di organismi su cui spesso si fa confusione, acronimi di difficile interpretazione.
"In questo modo- spiega Cristiano Carocci, direttore responsabile di Aiol e Portavoce del Ministro Alemanno - si è inteso aumentare e qualificare l'offerta di informazione del Ministero, contribuendo a finalizzare il progetto che ha portato alla nascita della rivista telematica del Mipaf".
"Attraverso Aiol e il glossario agricolo - continua infatti Carocci - ci auguriamo di consentire la migliore fruizione dell'informazione proveniente dall'intero sistema del Mipaf, permettendo al cittadino di usufruire anche di strumenti interattivi, che assicurano trasparenza ed efficacia della comunicazione".

Lo sviluppo rurale nell'Europa che cambia

23.11.04
Paola Lionetti
Il Convegno di Mestre contribuisce a delineare la posizione italiana sulla proposta di regolamento della Commissione europea per il periodo 2007-2013

Il 18 e 19 novembre 2004 si è tenuto a Mestre il Convegno "La Politica di Sviluppo Rurale verso il 2007-2013: risultati e prospettive" organizzato in collaborazione tra la Regione del Veneto e il Ministero delle Politiche agricole e forestali, con il supporto di Inea e di Ismea.
Tale iniziativa si colloca in un contesto temporale particolarmente importante, inserendosi tra la seconda metà dell'attuale periodo di programmazione e la fase di negoziato in corso tra Commissione e Stati membri.
L'obiettivo del Convegno è stato quello di favorire la riflessione e lo scambio di esperienze sull'evoluzione delle politiche di sviluppo rurale e sulle possibili implicazioni per l'Italia delle proposte regolamentari, attraverso il confronto con le Regioni ed il coinvolgimento del partenariato economico e sociale e delle componenti scientifiche e tecniche.
La numerosità e complessità degli argomenti trattati hanno richiesto la partecipazione di diversi soggetti che, a vario titolo, sono impegnati nell'attuazione delle politiche di sviluppo rurale a livello nazionale e comunitario e, pertanto, il Convegno è stato articolato in due giornate.
Nella sessione plenaria della prima mattinata, aperta dall'Assessore alle politiche per l'agricoltura della Regione Veneto, Giancarlo Conta, sono state esaminate le esperienze maturate nell'attuale periodo di programmazione, sulla base delle valutazioni di medio periodo effettuate sui Piani di sviluppo rurale delle nostre regioni e di altri Paesi dell'Unione.
Le tre sessioni parallele del pomeriggio hanno approfondito alcuni temi considerati strategici, nell'ambito della competitività del settore agroalimentare, dello sviluppo rurale e dell'ambiente. Il dibattito ha messo in evidenza alcuni punti da rivedere nel nuovo regolamento, tra cui la limitazione degli aiuti agli investimenti alle piccole e medio-imprese e l'opportunità di riesaminare la delimitazione delle nuove zone svantaggiate, prendendo in considerazione parametri non solo fisici, ma anche socioeconomici.
La sessione conclusiva del secondo giorno, dedicata alle proposte sulla nuova politica di sviluppo rurale, ha visto la partecipazione del sottosegretario Teresio Delfino, del rappresentante della Commissione Europea, Nikiforos Sivenas, di Giuseppe Blasi del Mipaf e degli assessori dell'Agricoltura delle Regioni Veneto e Puglia. Nelle sue conclusioni, il Sottosegretario di Stato ha - a nome del Ministro Alemanno -sottolineato l'importanza di trasformare i 21 quadri finanziari allegati ai Piani di Sviluppo Rurale in un decisione unica, per chiudere al meglio l'attuale periodo di programmazione. In relazione alla nuova fase di programmazione, ha rilevato alcune importanti questioni, tra cui, in primo luogo, la forte contrarietà del governo italiano, riguardo alla possibile riduzione del bilancio comunitario, così come prospettata da 6 Paesi dell'Unione Europea. Altre importanti priorità riguardano la necessità di garantire una gestione flessibile che salvaguardi l'efficienza nazionale, pur mantenendo la programmazione a livello regionale e la definizione di una proposta negoziale comune, anche attraverso il coinvolgimento della Conferenza Stato-Regioni.

foto a cura della Regione Veneto

Zucchero, i ministri Ue scrivono alla neo-commissaria

23.11.04
Alice Avila
La riforma avrebbe un effetto devastante sulle aziende agricole e industriali. Nell'ultimo Consiglio agricolo si è parlato anche di trasporto animale. Il ministro Alemanno premia i ristoranti italiani in Belgio

E' stata presentata ieri a Bruxelles alla neo-commissaria europea all'agricoltura Marianne Fischer Boel una lettera sottoscritta da dieci ministri agricoli di dieci Paesi nella quale sono indicati i principi che dovrebbero ispirare la riforma del settore bieticolo-saccarifero in Europa.
Si sottolinea che la dichiarazione del luglio scorso sulla futura riforma dell'organizzazione comune di mercato dello zucchero avrebbe un effetto devastante sulle aziende agricole e sulle imprese industriali che operano nel settore e condurrebbe alla concentrazione della produzione di zucchero in pochi stati membri.
Oltre al Ministro delle politiche agricole e forestali Gianni Alemanno, hanno firmato la lettera la spagnola Elena Espinosa, il greco Evangelos Bassiakos, l' irlandese Marj Coughlan, il portoghese Carlos Henrique da Costa Neves, il lituano Ieronimas Kraujelis, il lettone Martins Roze, l'ungherese Imre Nemaeth, lo sloveno Milan Paogacnik e il finlandese Juha Korkeahja.
Ieri, inoltre, è stato raggiunto un compromesso al Consiglio dei ministri agricoli europei sulla modifica della legislazione comunitaria sul benessere animale durante il trasporto. Fino al 2010, infatti, non ci sarà nessuna variazione sulla durata, ma ci saranno miglioramenti tecnici sulle condizioni di trasporto del bestiame.
"Dal 2010 - ha dichiarato Alemanno- il provvedimento si rivedrà, ma non avremo sorprese e questo ci tranquillizza perché gli allevamenti italiani rischiavano di avere una penalizzazione se si fossero introdotte norme più stringenti sulle percorrenze perché importiamo molti animali vivi".
Sempre a Bruxelles, il ministro Alemanno ha premiato i ristoranti del Belgio che possono fregiarsi della certificazione "ristorante italiano". L'iniziativa, promossa dall'Associazione internazionale "Ristoranti d'Italia", da Buonitalia e dall'Istituto per il commercio estero, "non vuole avere un sapore di carattere nazionalistico ma essere l'affermazione della nostra identità attraverso la tutela e la valorizzazione delle produzioni e dell'antica sapienza culinarie italiane".

foto a cura del Consiglio dell'Unione europea

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