Editor Luigi Barone

Articoli

Cavour agricoltore

02.12.04
Maria Rosito
Il primo degli incontri, proposti con l'iniziativa "I solchi" dalla Biblioteca del Mipaf e Agrisian, è stato dedicato al grande statista

Con l'obiettivo di avvicinare la storia dell'agricoltura italiana ad un numero più vasto di utenti la Biblioteca del Mipaf, in collaborazione con Agrisian, ha intrapreso un lodevole quanto impegnativo percorso informativo che ha avuto la sua tappa d'inizio mercoledì scorso 1° dicembre alla Sala Cavour del Ministero.
"I solchi", così è stata denominata l'iniziativa in questione, ha quindi il proposito di proporre alcuni importanti personaggi della nostra storia e di sottolinearne il loro contributo alla cultura agricola nazionale.
Il primo personaggio non poteva essere che Camillo Benso conte di Cavour, personalità complessa e carismatica, presentata per l'occasione da Guido Pescosolido, professore ordinario di storia moderna alla Facoltà di lettere e filosofia dell'Università "La Sapienza" di Roma.
La figura di Cavour agricoltore è indubbiamente poco conosciuta, molti lo ricordano soprattutto come ministro dell'Agricoltura, sebbene abbia contrassegnato gran parte della storia personale dell'illustre statista. La sua esperienza di agricoltore, condizionata dalle vicende familiari, nasce quindi nel 1835 quando fu chiamato ad occuparsi della tenuta di Leri, la grande azienda dei Principi Borghese, e si concluse praticamente con la sua morte nel 1861.
La tenuta di Leri, nel Vercellese, non rappresentò soltanto un modo concreto per avviare interessanti esperimenti colturali e tecnici ma anche una indiscutibile opportunità di verificare sul campo le grandi decisioni di politica economica.

Latte d'asina "liofilizzato"

02.12.04
Claudia Fortini
Il Consorzio Alcom Agrigento sta lavorando perchè sia sul mercato nell'autunno del 2005. Il Cnr ha dimostrato che è il più simile a quello materno ed il più adatto all'alimentazione dei bambini allergici.

Nella valle dei Platani, ai confini tra le province di Agrigento e Palermo, dove le montagne fanno da scenario ad ampi spazi erbosi intagliati solo dalle rocce, pascolano le asine del latte. E' la razza ragusana. Il latte di queste asine, dal mantello baio scuro, nutre i bambini intolleranti al latte vaccino e contribuisce alla salvezza di una razza altrimenti a rischio d'estinzione.
L'impegno di Alcom, Alto Consorzio Montano, che raggruppa una trentina di allevatori dell'isola è quello di iniziare con l'imbottigliamento entro marzo, confezionare e immettere sul mercato il latte d'asina liofilizzato nell'autunno del 2005.
Sono i primi a partire in Italia. Per ora il latte d'asina si può acquistare solo direttamente nelle aziende consorziate che lo producono, sfuso. E' un prodotto delicato, di facile deterioramento e per questo difficile da trasportare e distribuire sul mercato.
L'imbottigliamento dà una prima risposta e la liofilizzazione dovrebbe risolvere definitivamente il problema.
Il latte d'asina per composizione è simile al latte materno, il suo sapore è più gradevole di quello industriale ed è soprattutto un alleato utile quando i bambini, ormai svezzati, non tollerano il latte bovino. Lo attesta uno studio dell'Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Cnr di Torino, lo confermano pediatri e nutrizionisti. Lo richiedono moltissimi genitori. Ogni anno, in Italia, nascono dai 10 ai 15 mila bambini allergici al latte vaccino; 2.500 in Sicilia.
Impossibile soddisfare tutte le richieste ma il consorzio Alcom di Agrigento, attraverso la società Natura Sana di Casteltermini, si propone innanzitutto di soddisfare il bisogno regionale.
Una sfida contro il tempo che si fa impresa e, anche grazie ad un contributo del Patto territoriale Magazzolo Platani di circa 650 mila euro, gli allevatori stanno investendo per produrre e commercializzare, prima in Sicilia e poi sul circuito nazionale, il latte di asina. Da dieci aziende con poche decine di capi, in due anni le asine in produzione sono più di 200. L'obiettivo è arrivare a 1.000.
Siamo in Contrada Destra, a 500 metri d'altezza. Qui la società Natura Sana imbottiglierà e liofilizzerà il latte d'asina proveniente da un gruppo di 15 aziende, tra cui la Gemini srl, che prevedono a breve di mettere a regime la produzione
"La messa a regime degli allevamenti si ha nel momento in cui si riesce a produrre latte in tutti i periodi dell'anno- spiega Nino Lupo, direttore del Consorzio - , e poiché la gestazione dura oltre 12 mesi e la lattazione poco più di 4, occorre dividere l'allevamento in 3 gruppi, in modo da far partorire i gruppi di asine a distanza di 4 mesi l'uno dall'altro".

In aumento l'occupazione in agricoltura

02.12.04
Fabio Cesaro
Sale, nel secondo semestre del 2004, il numero dei lavoratori occupati in agricoltura

Un'indagine Istat ha rilevato che nel secondo semestre del 2004 il numero dei lavoratori occupati in agricoltura è salito del 4,7% rispetto allo scorso anno. Nonostante la non felicissima fase dell'agroalimentare, soprattutto a causa del calo dei consumi interni, il risultato è lodevole anche se l'aumento degli occupati è cresciuto principalmente nel nord del Paese. Altro fatto certamente non trascurabile risiede nel dato secondo il quale la maggior parte dei nuovi lavoratori ha un contratto di lavoro dipendente.
Le cause generanti vanno ricercate sicuramente nella particolare attenzione e sensibilità che negli ultimi anni il Ministero delle Politiche Agricole ha prestato all'agricoltura italiana e nella politica di regolarizzazione degli immigrati, in quanto costituisco circa il 10% del mercato agricolo. Anche il prof. Gabriele Canali, autorevolissimo economista dell'Università Cattolica, in una recente intervista rilasciata a Panorama, ha parlato di "riqualificazione dell'agricoltura come opportunità di lavoro e di impresa".
Il ministro Gianni Alemanno non ha mancato di sottolineare inoltre "la significativa presenza di un'agricoltura giovane e al femminile" quale fondamentale contributo qualitativo. Questi confortevoli dati ci lasciano auspicare un sempre più continuo sviluppo di questo settore e un riassetto del mondo rurale.

Also in:

Calice d'oro

02.12.04
a cura di G.d.A
I risultati della sesta edizione del Concorso enologico delle Colline Novaresi

Si è svolta, presso la sede camerale, la sesta edizione del concorso enologico delle Colline Novaresi 'Calice d'Oro', abilitato dal Ministero delle politiche agricole e forestali al rilascio di distinzioni.
La manifestazione, indetta dalla Camera di Commercio e dall'Amministrazione Provinciale di Novara, è stata realizzata, come di consueto, con la collaborazione dell'Associazione enologi enotecnici italiani, che si è assunta la responsabilità dell'esecuzione tecnico-operativa delle selezioni.
In apertura dei lavori, il presidente Gianfredo Comazzi, che ha introdotto la manifestazione insieme al presidente dell'Amministrazione provinciale Sergio Vedovato, ha evidenziato le finalità del concorso: promuovere e valorizzare le denominazioni d'origine della nostra provincia, stimolando un confronto avvincente e corretto tra i nostri viticoltori.
"Occasioni come quelle offerte da questo concorso enologico- ha aggiunto Comazzi - rappresentano, per chi sa coglierne il significato e il valore, importanti momenti di crescita e di esperienza".
Il concorso, riservato solo ai vini d.o.c. e d.o.c.g. prodotti da aziende aventi sede nella provincia di Novara, ha visto la suddivisione dei vini nelle tre categorie dei Nebbioli da invecchiamento (Boca, Fara, Ghemme, Sizzano), Colline Novaresi D.O.C. rossi (Barbera, Bonarda, Croatina, Rosso, Spanna, Vespolina) e Colline Novaresi D.O.C. bianchi. I campioni pervenuti alla Camera di Commercio, 43 in tutto contro i 26 della prima edizione, sono stati resi anonimi da Mariano Savastano, capo di gabinetto della Prefettura e responsabile legale della manifestazione, che ha altresì provveduto, in apertura di giornata, alla formazione, tramite sorteggio, delle commissioni di valutazione.
I commissari, divisi in tre commissioni, ognuna composta da un giornalista e sei enologi (di cui uno operante nella provincia di Novara), sotto la presidenza di Giuseppe Martelli, direttore generale dell'Associazione enologi enotecnici italiani, hanno valutato i campioni partecipanti al concorso. Il punteggio finale di ogni campione è stato calcolato da Savastano, dopo aver eliminato la scheda con il punteggio più alto e quella con il punteggio più basso di ogni commissione, attraverso la media aritmetica delle 15 schede rimanenti. E' stato complessivamente selezionato l'81% dei vini presentati: a tutti i vini che hanno conseguito il punteggio complessivo di almeno 80 centesimi, corrispondenti all'aggettivazione 'ottimo' in base al metodo di valutazione 'Union Internationale des Oenologues', sarà assegnato un diploma di merito, mentre al vino di ogni categoria che ha ottenuto il miglior punteggio, purché abbia raggiunto il minimo di 85 centesimi, sarà attribuito il trofeo 'Calice d'Oro' 2004.
La cerimonia di premiazione si svolgerà nel gennaio 2005, nell'ambito delle manifestazioni legate ai festeggiamenti di San Gaudenzio, patrono di Novara. L'impegno delle commissioni si evince dai numeri della manifestazione: durante le selezioni sono state compilate complessivamente 903 schede per un totale di 12.642 giudizi. Sono state valutate 129 bottiglie e utilizzati più di 1.000 bicchieri.

Also in:

Opportunità per le imprese

02.12.04
A Fiuggi il 3-4 dicembre si svolgerà un convegno dedicato alla nuova Pac ed alle applicazioni per le imprese agricole

Sarà dedicato alla Nuova Pac: opportunità ed applicazione per le imprese agricole il forum organizzato dall'Assessorato all'Agricoltura della Regione Lazio, che si svolgerà a Fiuggi (Grand Hotel Palazzo della Fonte) venerdì 3 e sabato 4 dicembre.

Il Ministro delle Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno, interverrà al convegno durante la prima giornata dei lavori, venerdì 3 dicembre alle ore 17.

Il convegno - che sarà aperto dall'Assessore all'Agricoltura della Regione Lazio, Antonello Iannarilli, e sarà moderato dal giornalista Rai Oliviero Beha - si soffermerà su alcuni temi centrali per la Politica agricola comune, come: Lo scenario economico europeo; La riforma Fischler, allargamento dell'Unione Europea, il negoziato Wto; La riforma della Pac. Le scelte nazionali, disaccoppiamento e aiuti diretti.

Interverranno, tra gli altri, Andrea Boltho del Magdalen College di Oxford; Fabrizio De Filippis, dell'Università degli Studi Roma Tre; Flaminia Ventura, Segreteria tecnica del Ministero delle Politiche agricole e forestali; Paolo Gulinelli, direttore Ufficio monocratico dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA); Simone Severini, dell'Università della Tuscia.

Durante la seconda giornata del forum, sabato 4 dicembre, che sarà moderata dalla giornalista del Tg5 Cesara Buonamici, si affronteranno i temi relativi agli Strumenti per le imprese e per gli operatori agricoli: OCM seminativi, zootecnia, olio e allo Sviluppo rurale.

Also in:

Italianità è sinonimo di qualità

02.12.04
Alice Avila
Alemanno al primo convegno internazionale dei ristoratori italiani nel mondo

"I primi sponsor dei prodotti italiani all'estero sono proprio i ristoranti, autentiche vetrine del migliore made in Italy agroalimentare". Lo ha affermato il Ministro delle Politiche agricole e forestali Gianni Alemanno al primo convegno internazionale dei ristoratori italiani nel mondo, organizzato dal ministro Mirko Tremaglia, che si è tenuto al complesso monumentale di San Michele a Ripa.
Secondo Alemanno "in tutto il mondo italianità è sinonimo di qualità, ma proprio per questo i nostri prodotti migliori sono sempre più soggetti a imitazioni e contraffazioni sotto gli occhi di tutti in qualunque supermercato dei paesi stranieri". E' necessario, allora, porre fine all'agropirateria, "che sottrae spazio alla nostra identità e tradisce le attese dei consumatori".
Inoltre non bisogna trascurare l'aspetto promozionale. "E' necessario trovare il modo - ha precisato - di rendere distinguibili i nostri prodotti perché una promozione fine a se stessa rischia di portare acqua al mulino dell'agropirateria che, nella confusione, può trovare terreno fertile per l'immissione di prodotti imitati sul mercato".
Anche il ministro per gli Affari esteri Gianfranco Fini aveva notato, nel suo indirizzo di saluto, che la gastronomia è stato il grimaldello che ha aperto la porta all'affermazione dello stile di vita italiano nel mondo. Grazie alla cucina italiana, infatti, si è accresciuto l'interesse per il "made in Italy" nelle sue più variegate sfaccettature.

Also in:

Una nuova legge sul vino

01.12.04
Alice Avila
La riforma della 164/92 al centro del seminario con Alemanno e Delfino

Un incontro per fare il punto sulla filiera vitivinicola nazionale in prossimità della modifica della legge 164/92 sull'etichettatura dei vini e sulla tutela delle indicazioni geografiche. Si è tenuto ieri all'Ufficio centrale di ecologia agraria un seminario a cui hanno partecipato il Ministro delle Politiche agricole e forestali Gianni Alemanno, il sottosegretario Teresio Delfino, Giuseppe Ambrosio, capo del dipartimento della qualità dei prodotti agroalimentari e dei servizi del Mipaf, Salvatore Petroli, direttore generale per le politiche agroalimentari, alcuni assessori regionali all'agricoltura ed esponenti delle associazioni di settore.
Secondo Delfino "abbiamo bisogno di una riforma che qualifichi sempre più le nostre denominazioni. E' necessario salvaguardare il vino in tutte le sedi e portare tutto il vigneto Italia a essere emblema della qualità". Per Alemanno "dobbiamo lavorare all'ottimizzazione di uno strumento, la legge 164, che si è dimostrato valido. Dobbiamo dare una norma che sia forte, definita".
Tra le richieste delle associazioni di settore, la creazione di un Comitato dei vini e una maggiore garanzia dell'origine, possibile grazie a un adeguato piano di controlli. Quello di ieri è stato solo un primo passo per focalizzare i problemi principali del comparto vitivinicolo italiano. Come è stato sottolineato, non c'è nessuna chiusura da parte del Ministero delle politiche agricole.

Attenzione all'olio sfuso

01.12.04
Giuseppe Fugaro
Sanzioni fino a 30.000 euro per l'etichettatura dell'olio d'oliva extravergine

Il Consiglio dei Ministri nella riunione del 18 novembre 2004 ha approvato lo schema di decreto legislativo che definisce il regime sanzionatorio per l'etichettatura dell'olio di oliva extravergine, così come previsto dal Regolamento comunitario 1019/2002.
Il provvedimento è ora all'esame delle Commissioni agricoltura di Camera e Senato che dovranno dare il loro parere consultivo per poi essere definitivamente promulgato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale italiana.
La sanzione che desterà maggiore attenzione è quella che si applicherà agli imballaggi non conformi alla normativa comunitaria recepita in Italia con provvedimenti contestati da alcune Organizzazioni di categoria che ne hanno fatto oggetto di ricorso ai Tribunali Amministrativi.
Il ricorso al Consiglio di Stato ha comunque confermato la validità delle norme comunitarie e nazionali La disposizione sull'obbligo di utilizzo di imballaggi superiori a cinque litri comporterà, quindi, fra breve una sanzione pecuniaria variabile da cento a seicento euro, mentre la mancanza della chiusura ermetica che perde la propria integrità dopo la prima utilizzazione, comporterà l'applicazione di una sanzione maggiore che può variare da ottocento a quattromilaottocento euro. La differenza e la gradualità delle sanzioni testimonia la volontà del legislatore di considerare gravemente lesivo degli interessi dei produttori e dei consumatori commercializzare olio sfuso con chiusure non ermetiche e non riutilizzabili che possono dare facile adito a frodi sulla qualità del prodotto.
Un'altra novità recata dalla nuova regolamentazione comunitaria è rappresentata dalle indicazioni obbligatorie riportate nello stesso Regolamento per cui la mancata e non corretta apposizione in etichetta delle indicazioni obbligatorie sulla categoria dell'olio comporterà una sanzione pecuniaria variabile da trecento a milleottocento euro.
La normativa comunitaria disciplina anche le indicazioni facoltative che possono essere riportate in etichetta con riferimento all'origine del prodotto. Per poter utilizzare tali indicazioni è però necessario ottenere un riconoscimento dalla Regione e l'attribuzione di un codice alfa numerico e provvedere a tutte le registrazioni che garantiscano la tracciabilità del prodotto con riferimento alla sua origine. Le sanzioni per le imprese che non rispettano le norme sulla designazione dell'origine comprendono anche la sospensione del riconoscimento per un periodo di tempo variabile da uno a sei mesi oltre che alle sanzioni pecuniarie che possono arrivare fino tremila euro nel caso di mancata tenuta dei registri previsti dalla normativa nazionale e comunitaria.
Il decreto legislativo prevede poi che le sanzioni possono ridursi in maniera forfetaria nel caso in cui le violazioni sono riferibili a piccoli quantitativi mentre possono inasprirsi nel caso si tratti di grandi quantitativi. In particolare per i quantitativi non superiori a 50 litri, qualsiasi violazione è sanzionata con il pagamento di una somma variabile da cinquanta a trecento euro, mentre i quantitativi superiori a trentamila litri la sanzione pecuniaria potrà variare da diecimila a trentamila euro
Il decreto legislativo prevede poi che prima di comminare la sanzione pecuniaria si possa applicare la diffida ad adempiere, consistente nell'obbligo di porre in atto le norme e le disposizioni previste dalla relativa normativa. Nel caso di mancato adempimento entro il termine di 15 giorni, vengono, però applicate le sanzioni pecuniarie stabilite per ciascuna violazione nella misura massima prevista e quindi con notevole aggravamento per l'operatore interessato.
Il provvedimento prevede comunque sanzioni pecuniarie per tutti i tipi di violazioni per cui l'indicazione di un nome geografico in contrasto con la normativa vigente comporta una sanzione pecuniaria fino a 600 euro e l'utilizzo delle altre indicazioni facoltative in maniera non conforme alle norme comporta una sanzione pecuniaria fino a 3.000 euro e la stessa sanzione pecuniaria viene applicata nel caso di mancato rispetto delle norme sull'identificazione dei recipienti all'interno degli stabilimenti di lavorazione e confezionamento degli oli.

Also in:

Consuntivo fitosanitario

01.12.04
a cura di Gidia
Il 1° dicembre, a Venosa, l'Alsia e la Regione Basilicata organizzano un importante incontro per i tecnici del settore

Un confronto sui metodi di difesa delle colture agricole dagli attacchi dei parassiti, con uno sguardo alle variazioni climatiche che ne condizionano l'andamento: sarà questo il tema del "Consuntivo fitosanitario regionale", in programma mercoledì 1° dicembre nella "Sala del Trono" del Castello di Venosa (PZ).
L'incontro, organizzato dall'Alsia - Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura - e dal Dipartimento Agricoltura e Sviluppo Rurale della Regione Basilicata, riveste una grande importanza per i tecnici del settore operanti nell'intero territorio regionale per approfondire le tematiche e le novità relative alle pratiche di difesa delle principali colture lucane.
La scelta di trattare gli argomenti del convegno nella città di Venosa, pur trattandosi di temi di vasta portata, nasce dalla considerazione della posizione di cerniera che la "Città di Orazio" presenta rispetto a due aree dove maggiormente si concentra la coltivazione di specie ortive: il Vulture-Melfese, che pure raccoglie la maggior concentrazione della produzione di vino a DOC "Aglianico", ed il Lavellese. Nell'occasione, inoltre, saranno affrontati i temi legati all'andamento climatico rilevato dall'analisi dei dati raccolti e rielaborati dal Servizio Agrometereologio dell'Alsia, ed al funzionamento del SeDI, il Servizio di Difesa Integrata, offerto dall'Agenzia alle aziende ed agli imprenditori agricoli che operano nel territorio regionale.

Also in:

La dieta degli animali

01.12.04
Claudia Fortini
Arriva la pubblicazione realizzata dall'Unione nazionale consumatori, in collaborazione con Mipaf e Assalzoo che illustra il mondo dell'alimentazione degli animali. Sarà distribuita agli studenti

"Piatti unici" a base di grano, soia, erba medica e mais. A ciascuno il suo, in base al peso, al sesso e all'età. Gli oltre 600 milioni di bovini, suini e polli che vivono negli allevamenti di casa nostra sono perennemente a dieta; per crescere sani e belli ma soprattutto per essere 'buoni'. Un passo in avanti verso la sicurezza della filiera che parte da un'alimentazione rigorosa in grado di garantire la genuinità e il sapore delle loro carni. Il 'piatto' degli animali parte da un mix bilanciato che alla base delle ricette ha il giusto apporto di proteine, vitamine e grassi.
"Che cosa mangiano gli animali che mangiamo" è il titolo della pubblicazione realizzata dall'Unione nazionale consumatori, in collaborazione con Ministero delle politiche agricole e forestali e Assalzoo, l'Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici, che guida alla scoperta del mondo dell'alimentazione degli animali.
Attraverso un linguaggio semplice e con l'aiuto d'immagini e tabelle, la pubblicazione illustra la dieta degli animali. Una vera e propria guida, presentata nei giorni scorsi a Roma, che sarà distribuita nelle scuole medie inferiori e superiori e in allegato dei più importanti quotidiani nazionali.
Ecco dunque, sfogliandole pagine, alcune curiosità: il menù degli animali è studiato al computer da tecnologi alimentari ed esperti che individuano le necessità nutrizionali delle singole specie.
Proprio la nuova alimentazione dei suini, composta da una miscela di mais, orzo, soia, frumento e altri cereali minori, arricchita da vitamine e dagli stessi fermenti lattici dello yogurt, fa in modo che i prosciutti, i salami, le mortadelle che oggi troviamo sulle nostre tavole contengano molte meno calorie rispetto al passato e i grassi presenti sono quelli buoni, i cosiddetti grassi insaturi. Per alcuni prodotti di denominazione d'origine protetta poi, come il Prosciutto di Parma o il Parmigiano Reggiano, il disciplinare che stabilisce i singoli alimenti della dieta è rigorosissimo.
Nel 'menù' dei bovini l'ingrediente principale, immancabile in ogni stalla, è il silomais, la pianta intera di granturco alla quale vene aggiunto foraggi secchi, barbabietole, fiocchi di soia e persino fave schiacciate. Alle vacche da latte viene dato anche il fieno, sottoposto a tecniche di essiccazione per migliorarne le proprietà dietetiche e nutrizionali.
Rispetto a quella che mangiavano i nostri nonni, la carne di polli e tacchini è più tenera, facile da digerire e con standard nutrizionali più elevati perché oltre il grano nel 'piatto' trovano la soia, l'erba medica e soprattutto il mais. Il colore della pelle del pollo dipende dalla quantità di mais presente nel menù, sono i carotenoidi infatti a determinare il colore giallino della pelle.

Also in: