Sabato 26 e domenica 27 maggio si svolge l'evento "Si Sgavita 'A Muntagna", Festa della Transumanza dei pastori di Geraci Siculo (Pa), che ha il fine di sostenere la sopravvivenza di una delle pi...
Libera circolazione delle merci: la Commissione chiede all'Italia di eliminare gli ostacoli all'importazione delle acque in bottiglia
La Commissione ha deciso oggi di chiedere all'Italia di modificare la sua legislazione sulle acque in bottiglia per renderla conforme alle norme europee in materia di libera circolazione delle merci. La Commissione ritiene che la legislazione italiana in vigore imponga restrizioni ingiustificate alla commercializzazione dell'acqua destinata al consumo umano non classificata né come acqua minerale naturale né come acqua di sorgente. Queste restrizioni ostacolano l'importazione in Italia di acqua potabile in bottiglia confezionata o commercializzata legalmente in altri paesi dell'Unione europea. La richiesta avviene in forma di parere motivato, secondo la procedura prevista dall'Unione europea nei casi di infrazione. Se l'Italia non comunicherà entro due mesi alla Commissione le misure adottate per conformarsi agli obblighi che le sono imposti dalla normativa europea, la Commissione potrà decidere di deferirla alla Corte di giustizia dell'Unione europea.
La legislazione italiana prevede procedure di controllo più rigorose di quelle stabilite dalla direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano. La Commissione è del parere che queste disposizioni impongano agli importatori di acque in bottiglia oneri ingiustificati. In particolare, secondo la normativa italiana le acque in bottiglia importate in Italia da un altro Stato membro devono essere sottoposte a nuovi controlli anche se la loro conformità alle norme europee è già stata verificata.
Norme nazionali che assicurino un'alta qualità dell'acqua potabile e la protezione della salute sono non solo giustificate ma prescritte dalla stessa legislazione europea (direttiva 98/83/CE). La Commissione ritiene però che i controlli previsti dalla legislazione italiana sulle acque in bottiglia già autorizzate in altri Stati membri costituiscano un ostacolo sproporzionato e ingiustificato alla loro importazione e violino le norme in materia di libera circolazione delle merci degli articoli 34 e 36 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

