Direttore responsabile Alfonso Lo Sardo

Ogm, la risposta che Galan ha dato oggi all’onorevole Benedetto Della Vedova

30.09.10

“Come riferito dall’interrogante, la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, nella seduta del 20 novembre 2008, ha già approvato 9 protocolli sperimentali relativi a piante geneticamente modificate (actinidia, agrumi, ciliegio dolce, fragola, mais, melanzana, olivo, pomodoro, vite).
Il relativo decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, tuttavia, non è stato mai emanato, a causa dell’esigenza di aggiornare il contenuto degli stessi protocolli sperimentali, con le Linee guida sulla coesistenza tra colture tradizionali, biologiche e geneticamente modificate, che avrebbero dovuto essere ugualmente approvate dalla Conferenza Stato – Regioni.
Ad oggi, quindi, le sperimentazioni su piante geneticamente modificate non possono essere effettuate per due ragioni:
1. i protocolli di sperimentazione, previsti dal decreto del 19 gennaio 2005, non sono stati emanati;
2. le Regioni non hanno ancora individuato i siti sui quali effettuarli.

Non è corretto quanto affermato nell’interrogazione, ovverosia che alcune Regioni abbiano provveduto ad individuare i siti per la sperimentazione.

Ad oggi nessuna Regione ha comunicato formalmente al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali l’individuazione dei siti per la sperimentazione.

Ciò non toglie, però, l’urgenza di uscire da questa situazione di stallo, dovuta principalmente al fatto che la Conferenza Stato – Regioni non ha ancora adottato le Linee guida sulla coesistenza.

Per questa ragione, sin dai primi giorni del mio insediamento, ho provveduto a sollecitare la suddetta Conferenza anche perché, in mancanza delle Linee guida sulla coesistenza, non è più possibile gestire il voluminoso contenzioso prodotto in questi anni.

In caso contrario valuteremo in sede di Governo le azioni più appropriate da intraprendere, così come indicato anche da recenti pronunce giurisdizionali.

Auspico che la leale collaborazione istituzionale consenta di pervenire ad un risultato positivo che coniughi le necessarie tutele e cautele del settore con le ragioni di una ricerca sperimentale che non lasci il nostro Paese ai margini di quanto si sta sperimentando nel resto del mondo”.